Il lavoro artistico di Sandro Bottari ha radici pittoriche. Fin dal 1996 egli svolge una ricerca visiva che tende ad esaltare i rapporti tra i colori e certi segni numerici e paranumerici riversati sul supporto mediante un processo di scrittura emozionale, tuttavia disponibile ad integrarsi nell’impianto compositivo.


La sperimentazione prosegue con il recupero di oggetti, alimenti e imballaggi provenienti dal mondo della grande distribuzione, i quali divengono ingredienti, insieme alla pittura (che non verrà mai rinnegata) di una ricerca visiva e comportamentale aperta e multiforme. L’armamentario personale, ormai costituito e avviato, si arricchirà poi di gesti, suoni, citazioni, rumori, parole, indumenti, azioni.


Le numerose e significative esperienze installative e performative si avvalgono con dovizia di tutto questo materiale, che diviene oggetto di un giuoco continuo di accostamenti e scostamenti, occultamenti e recuperi, esplosioni e implosioni; un materiale che, riversato e agito in ambito comportamentale, rende il conto di un’esistenza creativa originale e complessa, che rifugge dall’appagamento dell’acquisito e si realizza invece nella inesauribile ricerca di un fine estetico ed etico tanto necessario ed attraente quanto ignoto e irraggiungibile.


Tappa di tale percorso è la recente produzione in serie di opere denominate “Sottovuoto”, esito di un probabile desiderio di sintesi, pur parziale e non definitiva, tra le istanze visive e quelle comportamentali, delle quali la ricerca di Sandro Bottari si nutre da sempre.