AUDIOAZIONI

 

Un'audioazione è ciò che l'autore ha scelto di conservare, e di offrire agli altri, di una performance artistica realizzata e vissuta in solitudine, non documentata per immagini dinamiche.

L'audioazione viene presentata mediante una fotografia in b/n che attesta l'avvenuta esecuzione della performance, accompagnata da una didascalia che ne dichiara il tema o l'oggetto; l'audiovisione prosegue con l'offerta, tramite un video dal quale è bandita ogni immagine riconoscibile, di suoni, rumori, parole o altri elementi sonori che hanno caratterizzato o accompagnato l'azione o che sono comunque pervenuti dal contesto ambientale nel quale questa si è svolta.

Al fruitore di una audioazione è richiesto di utilizzare, al massimo delle sue possibilità, la facoltà dell'immaginazione.

 

 

QUALCHE INFORMAZIONE SUL PROGETTO

 

Un'audioazione altro non è se non la testimonianza sonora di un'azione performativa che l'autore ha realmente svolto, in assoluta solitudine. La scelta di non performare in un luogo deputato o comunque dinanzi ad un pubblico ha motivazioni esistenziali-personali che non prescindono – anzi se ne nutrono – da una visione ideologica critica nei confronti del Sistema dell'Arte e della sua evidente connessione con la civiltà nella quale si situa: la civiltà dell'apparenza, dell'edonismo, dell'immagine non di rado utilizzata in funzione del codizionamento delle intelligenze, dell'acquisizione ed accumulazione di ricchezza, del conseguimento della visibilità e del potere.

L'artista avverte la necessità imprescindibile di contrastare l'inserimento del proprio lavoro nel tritatutto mediatico che tutto omologa e degrada; a questa ritrosia si accompagna l'esigenza, altrettanto imprescindibile, che la già indicata posizione critica verso il sistema non finisca per inibire la spinta alla ricerca e magari divenga causa di cessazione dell'operare artistico.

Dalla volontà di soddisfare ambedue le esigenze nasce il progetto Audioazioni, al quale verrà data attuazione per tutto il tempo che l'autore riterrà necessario, nella non sopita speranza che i destini della civiltà in atto evolvano in direzione di un maggior grado di umanesimo, a discapito tanto di ogni gretto interesse quanto del diffuso disinteresse nei riguardi dell'opera e delle sue implicazioni esistenziali, culturali, sociali.

 

Una audioazione consiste:

  • nell'offerta di un video che nega di godere delle normali, codificate modalità proprie del video, dunque delle immagini statiche o dinamiche che di consueto vengono date in visione per questo mezzo;

  • nella resa, per il tramite di uno schermo nero – negazione dell'offerta visiva – di residui sonori di un'azione performativa solitaria, la cui trama e la cui consistenza fisica e comportamentale restano occulte eppure realmente vissute dall'autore, il quale ne dà prova, o almeno consistente indizio, mediante i rumori, i suoni, le parole che ne hanno caratterizzato il contesto sonoro.

Al destinatario viene in tal modo proposto di operare una scelta i cui estremi consistono nel rifiuto di immaginare quanto accaduto nel corso dell'azione o, viceversa, di ricostruire con la propria mente o con i propri sensi il processo visivo-comportamentale che l'autore ha effettivamente realizzato e vissuto in perfomance.

 

Si tratta dunque del tentativo di avvalorare l'immaginazione a discapito dell'immagine, il cui potenziale è stato corrotto da una civiltà che di quest'ultima ha fatto privilegiato veicolo dei propri non edificanti valori.

 

(novembre 2019)